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Aziende i crisi: bilancio drammatico per le imprese della Campania

29 / 01 / 2013

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Redazione

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"Cifre devastanti" nei primi nove mesi del 2012, con saldi negativi tra la natalita' e la mortalita' delle imprese, che nella gran parte dei casi chiudono entro i primi tre anni di vita. Partendo da questo quadro drammatico, Casartigiani, Confederazione nazionale dell'artigianato (Cna), Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio si uniscono per dare vita allo sportello campano di Rete imprese Italia, seguendo il modello nato a livello nazionale. Il tessuto imprenditoriale campano e' composto da oltre 560 mila imprese, delle quali quasi 80 mila operano nel settore dell'artigianato. "Nei primi nove mesi del 2012 - sottolinea il presidente di Confartigianato Napoli, Enrico Inferrera, citando dati Unioncamere - nel nostro campo si registra la perdita piu' alta, con cifre devastanti. A fronte delle 783 iscrizioni alle Camera di commercio, ci sono state 1.189 cessazioni". I dati Unioncamere relativi a tutto il 2012 dicono che nell'intera Campania il saldo tra le imprese nate e quelle chiuse e' di -852 (pari al -1,13%), a fronte dello 0.22% del 2011. Un quadro in progressivo peggioramento, quindi, con 4.344 cessazioni contro 3.492 nuove iscrizioni. Non va meglio nei settori delle costruzioni (-940 imprese nei primi nove mesi del 2012), del commercio (-1.937) e dei servizi di alloggio e ristorazione (-368). "Non vogliamo essere l'associazione che da' l'estrema unzione ai nostri iscritti - dice Inferrera - ma i principali indicatori economici fanno registrare i dati peggiori degli ultimi 20 anni e il settore maggiormente colpito e' la microimpresa". Il presidente della Cna partenopea, Giuseppe Oliviero invita gli amministratori locali a "fare qualcosa invece di accusare sempre i predecessori per la situazione trovata. Avete vinto le elezioni anche grazie a cio' che e' stato lasciato e ora abbiamo l'Imu e la tassa sull'occupazione di suolo piu' alte". "Alla classe politica e, a cascata, a tutti gli amministratori locali - gli fa eco il presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo - chiediamo ascolto e diciamo basta con una situazione divenuta insostenibile in Italia e ancora piu' al Sud. Confcommercio Napoli lancia la propria 'agenda per lo sviluppo', sollecitando le istituzioni a "ridurre il carico fiscale, detassare gli investimenti, facilitare l'accesso al credito per evitare che le imprese soffochino o finiscano nelle mani degli usurai, puntare sul settore turistico, valorizzando aree dalla forte attrattivita'", spiega Pietro Russo, presidente di Confcommercio Napoli nel corso dell'assemblea pubblica organizzata dall'associazione. I dati economici "sono inquietanti. In provincia di Napoli, negli ultimi cinque anni, si sono persi 9 punti di pil, i consumi sono calati dell'11% e sono stati cancellati 100mila posti di lavoro". 
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