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L'INTERVISTA D'Anna: 'Senza primarie no a Caldoro candidato. Pronti ad appoggiare Vincenzo De Luca'

25 / 08 / 2014

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Giuseppe Perrotta

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Carlo Sarro nominato il 17 agosto nuovo commissario di Forza Italia a Caserta. Senatore D'Anna, ma prima ad agosto non si facevano solo i blitz?

«Perché lei cosa crede che sia? E le ricordo che la nomina di Domenico De Siano a coordinatore regionale avvenne il 2 gennaio. Anche quella…»

Si passa da un triumvirato di sindaci ad un commissario unico. Cosa cambia per il partito a Caserta?

«Praticamente niente. Caserta resterà una dependance di Napoli. Sarro è stato mandato a Caserta non per fare l'interesse collettivo bensì quello dei pochi che lo hanno designato».

Eppure lei a gennaio sosteneva la nomina di Sarro a coordinatore regionale col gruppo dei cosentiniani. Cosa è cambiato?

«Che Sarro ha preferito il posto di Cosentino per un suo fine personale. Oggi lui si definisce amico sul piano personale. Ma Nicola (Cosentino, nda) non ha bisogno della pietas umana ma di qualcuno che ne difenda la storia politica di cui Sarro è stato uno dei principali beneficiari».

Da oggi, dunque, Carlo Sarro è un vostro nemico?

«Le dico solo che oggi Sarro si è messo al servizio del principale antagonista di Nicola Cosentino, il governatore della Regione Campania Stefano Caldoro».

Ora siete passati dall'anti Cesaro all'anti Caldoro?

«Ormai è lui che muove le fila. Dopo aver azzoppato Cesaro e Cosentino, non resta che lui. Ma oggi hanno ridotto Forza Italia ad un partitino del 10%».

E sulla ricandidatura alla presidenza della Regione Campania vi schiererete contro?

«Noi siamo per le primarie. Se le vincerà, sarà anche il nostro candidato»

Ma lei è convinto che si svolgeranno le primarie?

«Io non capisco perché vi sia tutta questa ritrosia. Loro (Caldoro ed il gruppo di De Siano, nda) hanno tutto il potere nelle loro mani, perché hanno paura di mettersi in gioco? Loro sono tanto deboli e pavidi, hanno paura, anche col potere in mano, di qualsiasi forma di dissenso».

Ed allora cosa farà il gruppo dei Cosentiniani?

«Ognuno si assumerà le conseguente delle sue azioni. Ma l'ala che fa riferimento a Nicola Cosentino è ancora maggioritaria all'interno del partito».

Si parla di una possibile candidatura dell'attuale sindaco di Salerno Vincenzo De Luca con un movimento distaccato dal Pd? Voi sareste pronti ad appoggiarlo?

«Se ci sarà una presa di distanza dal Pd potrebbe essere una opzione seria. Soprattutto se ci vorranno imporre la candidatura di Stefano Caldoro. E le dico che ci sono diversi deputati ed amministratori regionali che non accoglierebbero volentieri l'imposizione del suo nome».

Sarebbe una novità importante sul piano politico regionale. Chissà cosa ne penserebbe Nicola Cosentino che intanto dal carcere continua ad essere 'mite' nei confronti dei magistrati.

«Io credo che sia sempre una decisione dei suoi avvocati, una sorta di messaggio alla Procura: toni bassi, assenza di proteste, sommesse rivendicazioni. A me non interessa Nicola in quanto tale, ma un leader politico che alle elezione politiche del 2008 ha raccolto un milione di voti in Campania col Pdl, cosa che non si era mai verificata in tutta la storia repubblicana italiana».

Cosentino dice che lui è in carcere perché era un politico. Lei che idea si è fatto?

«Che con Cosentino in carcere il centrosinistra ha ancora la possibilità di vincere le elezioni. E' neutralizzato. Quindi serve alla politica. E poi anche ai magistrati che da tre anni portano avanti un processo contro di lui senza uno straccio di prova. Cosentino in carcere fa accreditare all'opinione pubblica che sia un delinquente. Ma i fatti riportati negli atti giudiziari dicono il contrario».

Lei confida ancora nella scarcerazione di Nicola Cosentino?

«Meglio Cosentino in carcere difeso come uomo e come politico, che non un Cosentino libero che resti per sempre con l'ombra e l'impronta del politico colluso».

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